Caffè Espresso Italiano Tradizionale: disciplinare del Consorzio di Tutela
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Il disciplinare

Regolamento d'uso del marchio collettivo del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale

1) Scopo del Consorzio

Promozione, valorizzazione e tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale presso gli operatori del settore e presso i consumatori, principalmente mediante la richiesta all’UNESCO per ottenere il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità.

Il Consorzio potrà quindi effettuare tutte le attività finalizzate allo scopo consortile quali, a titolo meramente esemplificativo:

  • istituire disciplinari o regolamenti per le imprese associate, nonché vigilare sulla loro osservanza da parte di quest’ultime;
  • promuovere in Italia e/o all’estero attività di presentazione e  degustazione del caffè espresso tradizionale italiano, anche attraverso l’organizzazione e partecipazione a fiere, mostre, convegni e ogni altro tipo di manifestazioni pubbliche e private;
  • promuovere ogni azione di tutela e di salvaguardia del caffè espresso italiano tradizionale da abusi, da plagio, da atti di concorrenza sleale, da contraffazioni, dall’uso improprio della denominazione e da comportamenti comunque lesivi.

2) Organismi autorizzati a rappresentare il Consorzio o persona giuridica

Il Consorzio è rappresentato da Giorgio Caballini di Sassoferrato nominato Presidente del Consiglio Direttivo e Legale rappresentante in occasione dell’Assemblea dei Soci in data 15 settembre 2014. Fanno parte con lui del Consiglio Direttivo i Sig.ri:

  • Sergio Goppion, Vice Presidente
  • Barbara Chiassai
  • Maurizio Maccagnani
  • Giovanni Mazzer Componenti

3) Le condizioni di ammissione dei membri

Possono entrare a far parte del Consorzio le imprese e gli enti del settore del caffè, quali torrefattori, produttori di caffè e di macchine per il caffè  e di altre attrezzature inerenti alla produzione od erogazione del caffè che condividano lo scopo consortile ed abbiamo la sede e la produzione in Italia.

Non possono in ogni caso essere ammessi imprenditori sottoposti a procedure concorsuali in corso, inabilitati o interdetti.

I soggetti che intendano entrare a far parte del Consorzio debbono rivolgere domanda scritta al Consiglio Direttivo.

Nella domanda dovranno dichiarare di aderire allo scopo consortile, di essere a conoscenza di tutte le disposizioni dello Statuto in vigore e di accettarle integralmente.

4) Le persone autorizzate all’uso del marchio

Tutti le imprese e gli enti che sono soci del Consorzio. In caso di recessione dal Consorzio decade l’autorizzazione all’uso.

5) Regole per l’utilizzazione del marchio

Tutte le imprese e gli enti soci del Consorzio dovranno utilizzare il marchio del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale nella versione grafica di cui al deposito in bianco e nero e con riferimento  all’uso unicamente nella versione a colori di seguito riprodotta:

Non saranno ammesse forme diverse di utilizzazione del marchio stesso.

Si precisa altresì che:

  1. PER I TORREFATTORI
    1. Il caffè deve essere composto da una miscela, torrefatto e confezionato in Italia.
    2. I caffè utilizzati devono essere una miscela di buona qualità (privi di gusti ed odori sgradevoli).
    3. La temperatura di torrefazione dovrà, orientativamente, essere compresa tra i 200° ed i 225° ed effettuata con il tradizionale sistema a tamburo rotante. Il tempo di tostatura potrà variare dai 12 ai 20 minuti circa.
  2. PER GLI ESERCENTI
    1. Dovranno essere utilizzate le tradizionali macchine da caffè ed i macinadosatori prodotti in Italia predisposti  per l’intervento dell’operatore per l’erogazione del caffè.
    2. È previsto unicamente l’utilizzo di caffè in grani che dovrà essere macinato in base alle esigenze, avendo cura di farlo rimanere nel dosatore il minor tempo possibile.
    3. La temperatura dell’acqua  all’uscita del gruppo di erogazione della macchina da caffè dovrà essere di circa 92° con tolleranza di 4° in più o in meno. La pressione in caldaia dovrà essere compresa, per le macchine ad erogazione ca tra 0,8 ed 1,2 bars, in quelle a leva ca tra 1,1 ed 1,5 bars. Per le macchine ad erogazione, a pompa accesa, ci dovrà essere una pressione costante di circa 9 atmosfere. Per le macchine a caldaia indipendente vale la regola della temperatura all’uscita del gruppo.
    4. Per le macchine ad erogazione ed automatiche tradizionali dovrà essere fatto l’opportuno trattamento (depurazione) in base alla durezza dell’acqua per portarlo a livello ottimale (entro i °F9).
    5. La dose del caffè macinato utilizzato per ogni espresso non dovrà essere inferiore a 6,5/7 g.
    6. Il tempo di erogazione ottimale di 25 secondi potrà variare al massimo di 3 secondi in più od in meno.
    7. Il contenuto in tazzina dovrà essere al massimo di 25/30 millilitri a 65°.
    8. Il Caffè Espresso Italiano Tradizionale per essere considerato tale si dovrà presentare con una crema consistente, di colore nocciola scuro, con delle leggere striature. L’aroma dovrà essere gradevole ed intenso (ad es. con note floreali e di cioccolato), il gusto pieno gradevolmente amaro e mai astringente.
    9. Dovrà essere servito preferibilmente in tazzine di porcellana dura feldspatica con il fondo più stretto rispetto all’imboccatura e di spessore adeguato per mantenere la temperatura.

6) Sanzioni

È prevista l’esclusione nei confronti del Consorziato che:

  1. abbia perduto anche uno solo dei requisiti prescritti per l’ammissione;
  2. non sia più in grado di contribuire al raggiungimento degli scopi consortili;
  3. si sia reso insolvente o inadempiente alle obbligazioni derivanti dallo Statuto in vigore o a quelle assunte in suo nome e per suo conto dal Consorzio;
  4. non ottemperi alle deliberazioni dell’Assemblea e/o del Consiglio Direttivo;
  5. sia sottoposto a procedure concorsuali, inabilitato o interdetto;
  6. non rispetti il presente regolamento.
  7. Accettazione del Regolamento d’uso del marchio collettivo

L’utilizzo del marchio da parte delle imprese o enti soci del Consorzio è subordinato all’accettazione integrale del presente Regolamento.

In fede,
IL PRESIDENTE
Giorgio Caballini di Sassoferrato

Treviso, 16 giugno 2015